ISTITUTO CAVALIERI

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La scuola tecnica "CAVALIERI" nel dopoguerra

Il progetto di costituire nuove dotazioni di laboratori trova conferma nell'archivio; fra i documenti dell'anno scolastico '46/47 troviamo le fatture per l'acquisto di 9 microscopi marca OFFICINA GALILEO per un costo di £ 33.280. Troviamo anche numerosi acquisti di casette per esperimenti chimici e acquisti di materiale come l'acido solforico, da utilizzarsi per gli stessi esperimenti. Ma molto più consistenti sono gli acquisti di macchine addizionatrici e scriventi. Il primo nucleo di macchine è del 25 maggio 1947: 11 addizionatrici scriventi "STIATTI", installate nella sede di Via Ariberto.

Visitiamo il magazzino del Cavalieri: ancora oggi vi sono depositate alcune di queste vecchissime macchine; sono inservibili, ma documentano l'evoluzione tecnica delle macchine per ufficio e l'attenzione sempre caratterizzante della nostra scuola per le richieste del mondo del lavoro.

Ma la svolta della scuola verso un grande potenziamento dei laboratori si verifica dopo il 1950. Infatti, si susseguono molti acquisti di macchine più moderne e nel 1952 compaiono le contabili "OLIVETTI", si acquistano 10 tavoli e 10 sedie per l'aula di Calcolo e anche un impianto contabile completo con schedario e carrello in ferro. La spesa è notevole: per le sole macchine OLIVETTI £ 731.500, quando lo stipendio mensile del preside Billone era di £ 70.000 e quello di un insegnante di £ 50.000.

Che la scuola diventasse sempre più grande e avesse necessità di un edificio tutto per sé è testimoniato da un documento del 1950 in cui si dice "L'Ufficio Tecnico Comunale sta approntando il Progetto per la Nuova Sede".

La nuova sede sarà pronta soltanto nel 1955. Sabrina Beshay di 1ª E ha scovato una lettera datata 15 ottobre 1955, intestata "Scuola Tecnica Cavalieri, Via Olona 14, Milano".

Sulla carta topografica della nostra città del 1894, rileviamo che l'edificio che ospita ancora oggi il Cavalieri è sorto sull'area prima adibita a Macello Pubblico.

Carta di Milano del 1894

La ricostruzione avvenuta negli anni del dopoguerra ha determinato lo spostamento di numerose attività economiche verso la periferia della città, riservando spazio a nuove attività di servizio, come la scuola, che trovano posto nelle aree vicine al centro storico.

Cosa dire degli studenti della Scuola Tecnica Cavalieri degli anni '50?
I documenti esaminati da Saker Mohamed, di 1ª I, dicono che ogni anno frequentavano circa 70/80 studenti di condizione sociale modesta. Abbiamo ritrovato decine di domande per un "Premio di incoraggiamento", scritte con il pennino e l'inchiostro, in Calligrafia, come si imparava proprio a scuola; in queste si dichiara che la professione del padre è quella di operaio, custode, falegname o di artigiano in genere. Gli stipendi del capofamiglia erano di circa 22.000 £ al mese.

Stefania Salvoni , di 1ª I, ha trovato una lettera del 4 aprile 1951 della ditta Davide Campari di Sesto San Giovanni, nota casa produttrice di aperitivi. La stessa ditta dichiara di attribuire alla scuola Tecnica Cavalieri un sussidio di £ 200.000, con cui costituire borse di studio per gli studenti meritevoli e bisognosi. Ai ragazzi premiati viene dato un sussidio di £ 5.000.

Nel 1953 la Davide Campari aumenta il sussidio a £ 250.000 e l'importo di ogni borsa diventa di £ 10.000.